Più cibi bio e stoviglie in ceramica nel comunce di Bologna
La delibera del Comune alza la quota al 70 per cento. Da settembre stoviglie di ceramica anche alle materne.
Il Comune mette nero su bianco che da settembre nelle mense scolastiche si raggiungerà il 70% di prodotti bio (come indica la legge regionale mai applicata a Bologna), Dop, Igp, filiera corta e chilometri zero. E che le stoviglie in ceramica saranno usate anche nelle materne. E' questo l'oggetto di una delibera passata ieri all'esame della commissione Affari generali, nella quale si conferma quanto già annunciato da qualche tempo dai tecnici e dall'assessore alla scuola, Marilena Pillati.
Tutto questo per un anno - la gestione delle mense scolastiche in capo a Seribo è stata prorogata di 12 mesi - mentre Palazzo D'Accursio si occuperà di trovare un nuovo socio per la società partecipata al 51% e predisporre un nuovo bando. La scelta del partner privato per la nuova società e il business plan sono rimandati, ma nel frattempo è necessario predisporre un nuovo contratto con Seribo. Al consigliere Marco Piazza (M5s) che ha chiesto di inserire nella delibera anche un limite agli utili per la società nel 2014, hanno replicato le dirigenti Sonia Bellini e Pompilia Pepe. "Il fatto di portare il bio dal 30 al 70% e di investire per estendere l'uso delle stoviglie in ceramica in tutte le scuole, è già una spesa per la società- hanno spiegato- che dunque è di per sè un limite agli utili".
Nel frattempo i genitori dell'Osservatorio mense in una nota inviata a tutti i consiglieri sono tornati a ripetere le promesse fatte loro dal sindaco, Virginio Merola. Cioè, il 70% di prodotti da coltivazioni biologiche da aumentare a 100% con i prodotti Igp, Dop, l'impegno a restituire alle famiglie quanto riscosso in eccesso rispetto all'anno passato, la rivalutazione, sulla base dei nuovi dati, dell'intero sistema tariffario. E ancora, i genitori reclamano l'eliminazione della plastica, l'inserimento di un limite agli utili della società, l'accesso ai dati e alle schede tecniche degli alimenti, la maggiore attenzione alla formazione del personale Seribo e la trasparenza e controllo sull'adempimento degli obblighi contrattuali. L'Osservatorio dice di apprezzare l'inserimento di alimenti a chilometri zero, filiera corta, Dop e Igp ma chiede che siano prodotti con metodo biologico e vuole chiarimenti sulle percentuali di bio che si vogliono inserire in questo contratto annuale, al netto di dop e igp. Inoltre, mamme e papà concentrano la loro attenzione sulla carne, "l'alimento più delicato dal punto di vista sanitario", per il quale vanno selezionati i fornitori bio
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