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- Marina Sasso. Le ceramiche 1968/2013 - Torino dal 9 maggio al 15 giugno 2013

Titolo: Marina Sasso. Le ceramiche1968/2013
Tipologia: personale
A cura di: Riccardo Zelatore
Sede: Galleria Terre d’Arte, Via Maria Vittoria 20/A, 10123 Torino
Periodo: 9 Maggio 2013 – 15 Giugno 2013
Inaugurazione: Giovedì 9 Maggio ore 18:00
Ingresso libero
Informazioni: Galleria Terre d’Arte – tel/fax +3901119503453
www.terredarte.net - info@terredarte.net

Giovedì 9 maggio alle ore 18:00, nella sede di via Maria Vittoria 20/A in Torino, una selezionata mostra delle ceramiche di Marina Sasso consente di rinnovare l’incontro con le sculture dell’artista torinese e il suo interesse per la terracotta, utilizzata come mezzo plastico già a partire dagli anni Sessanta. Il progetto espositivo, ordinato da Riccardo Zelatore, testimonia le più recenti fasi creative di un autore da sempre interessato alla primitività del materiale, al ruolo specifico delle terre, alle loro possibilità espressive e al loro valore cromatico.

La mostra sarà visitabile sino al 15 giugno.


Marina Sasso (Venaria Reale, 1945) vive e lavora a Torino, dove compie gli studi e si diploma in scultura all'Accademia di Belle Arti .E' stata titolare della cattedra di discipline plastiche al Liceo Artistico di Torino. Partecipa a mostre di scultura e di grafica dal 1964. Nel 1966, con un'opera in bronzo, ottiene il 1° premio di scultura alla Mostra dei Giovani di Torino e nel ‘67 realizza sculture in ferro saldato esposte alla Biennale del metallo di Gubbio. A questi primi lavori alterna terrecotte e ceramiche realizzate tra il '64 e il '68 alla CeAs di Albisola, dove conosce e frequenta Fontana, Lam ,Garelli e dove ebbe luogo la sua prima mostra personale al Circolo degli Artisti.
Seguono dal '70 all' '80 varie mostre tra cui la personale alla Sala Bolaffi di Torino con presentazione di Albino Galvano, la personale alla Galleria il Segno di Torino nell' 85 con presentazione di Paolo Fossati .
Costruzione / disposizione sono le coordinate operative sulle quali si sviluppa il suo lavoro. Scultura come processo di decantazione della forma, dove permangono immagini naturalistiche e memorie di paesaggi. La scelta dei materiali partecipa al processo di definizione; ferro, ceramica, terracotta ,piombo, acciaio non sono solo elementi strutturanti ma anche valori cromatici della scultura. Nel '90, la personale alla Galleria il Segno di Torino con presentazione di Marco Rosci, nel '91 la mostra "Interlocuzioni, Scultura Scultura" al Castello di Agliè, nel ‘93 il Premio internazionale per l'incisione di Biella e nel '94 la mostra "Sculture senza frontiere" a Thonon. Nel ‘96 è presente alla mostra "Tra peso e leggerezza. Figure della scultura astratta in Italia " a Cantù e nel '99 a Riva del Garda alla mostra "Le vie della costruzione, pratiche della scultura in Italia" (entrambe a cura di Claudio Cerritelli ). Nel 2001 partecipa alla mostra "Sculptor in fabula" a Torino e Volterra esponendo sculture di grandi dimensioni in acciaio, pietra e terracotta. Nel 2002 la mostra "Il disegno della scultura- drawing's of sculpture" a Edimburgo e la mostra personale presso la Galleria Giancarlo Salzano a Torino con presentazione in catalogo di Claudio Cerritelli.

Seguono nel 2005 al Triangolo Nero di Alessandria "Il disegno,linea, forma, energia"e "Scultura in atto" a Lubiana alla Civica Galleria Mestna e ad Ivrea al Museo P.A. Garda. Nel 2006 la mostra "Duo" alla Galleria Salzano di Torino e la personale allo Spazio Zoom di Cagliari .
Nel 2007 a Mirano nella Villa Giustinian Morosini la mostra "Il Merito e la fama, artiste nella terra del Tiepolo", a Torino alla Galleria del Ponte "Segni di donna .Il novecento a Torino" e a Teglio a Palazzo Besta " Germinazioni, la terra, il grano saraceno, la forma, la scultura".
Nel Febbraio del 2008 la mostra antologica organizzata con il patrocinio della Regione Piemonte ,Assessorato alla Cultura, alla Sala Bolaffi di Torino e ad Ascoli Piceno nella sede del Palazzo dei Capitani la mostra “Sulle tracce di Licini” entrambe curate da Claudio Cerritelli. Nel 2010 la partecipazione alla Biennale di scultura al Castello di Racconigi “Presente ed esperienza del passato” curata da Luciano Caramel e nel 2011 la partecipazione alla54 Biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi. Seguono nel 2012 le mostre “Terra Madre” al Museo del paesaggio di Torre di Mosto ed “Harmonia Plantarum “ nella sede dell’ex convento dei Serviti a Venezia S.Elena entrambe a cura di Vittoria Surian e,sempre al Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, “Utopia del sembiante, il paesaggio nei paesaggi “ a cura di Stefano Cecchetto.

- VIII Festival Internazionale della Maiolica - Albisola Sup. (SV) dal 6 aprile al 30 giugno 2013

VIII Festival Internazionale della Maiolica
Albisola Superiore, Albissola Marina, Genova, Savona: "VIII Festival Internazionale della Maiolica"Il Festival rappresenta la proposta di rete degli enti pubblici che condividono gli obiettivi di valorizzazione e promozione delle peculiarità artistiche, artigianali, produttive e storico-culturali del territorio. Proseguendo nel percorso tracciato dalla precedente edizione, che si prefiggeva di analizzare e portare in evidenza le opportunità e gli sviluppi potenziali dell’innovazione, il Festival rivolge l’attenzione alle manifatture nella ricerca di percorsi di rinnovamento che consentano alla nostra ceramica di essere maggiormente attrattiva ed avere una diffusione e promozione più ampia.

Numerosi gli eventi e le attività organizzate sull’ampio territorio che comprende Savona, Albisola Superiore, Albissola Marina e Genova.

Per informazioni:www.festivaldellamaiolica.com 

Evento trovato presso il sito della AICC

- Le memorie ritrovate - Este (PD) dal 23 marzo al 23 giugno 2013

Este: Mostra "Le memorie ritrovate" 23 marzo - 23 giugno 2013 - Museo Nazionale Atestino Via Guido Negri 9/c – Este

La mostra “Le memorie ritrovate” riporta in vita, in un rinnovato allestimento, le vicissitudini dell’antico e perduto convento di Santa Chiara De Cella Nova a Padova e dei suoi abitanti, svelandone misteri e ambiguità, creando un percorso suggestivo ricco di simbolismi e significati particolari.
L’importante evento è realizzato con la collaborazione della Camera di Commercio di Padova, dell’Associazione Italiana Città della Ceramica, delle Piccole Città Storiche del Veneto e della Fondazione Accademia dell’Artigianato di Este.
La mostra, reduce dal successo di Noventa di Piave e di Padova, dove era stata allestita a Palazzo Zuckermann, approda ora a Este nella Sala delle Colonne al Museo Nazionale Atestino.
Le “memorie” esposte sono state ritrovate nell’antico e perduto Convento di Santa Chiara del Cella Nova a Padova che fiorì tra il XIV e il XVIII secolo, ma che negli anni Sessanta del secolo scorso venne demolito per erigere la Questura.
Nel 2000 l’indagine archeologica diretta da Mariangela Ruta e condotta da Petra Scrl nel cortile della Questura di Padova ha portato alla luce una struttura esagonale, residuo dell’impianto originario del convento e punto di partenza di una scoperta senza eguali.
Sulla base dei materiali rinvenuti e delle notizie d’archivio che narrano delle vicissitudini del monastero, si ipotizza che tale struttura esagonale abbia svolto la funzione di ghiacciaia-dispensa in epoca tardo-medievale (XIII e XIV secolo) e sia stata adibita poi ad immondezzaio in età rinascimentale (XV e XVI secolo).
Il curatore della mostra Francesco Cozza – grazie anche agli interventi di restauro conservativo, condotti da restauratori del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e da liberi professionisti – ha saputo restituire ai numerosi oggetti esposti i loro significati, sia funzionali che simbolici, come si può apprendere dalla lettura del catalogo riccamente illustrato e acquistabile presso il bookshop del Museo Atestino e presso la Libreria Antoniana di Este.
Ceramiche maiolicate, graffite e invetriate, reperti vitrei decorati, manufatti metallici, strumenti fittili in osso, legno e cuoio, costituiscono il “tesoro” perduto, ritrovato e restaurato.
Il percorso della mostra inizia con 34 maioliche provenienti da importanti atelier, sia italiani che spagnoli, operanti a Faenza, Deruta, Pesaro, Venezia, Padova e Manises (Spagna), tutti rilevanti centri di produzione di maioliche nel corso della splendida stagione produttiva di ceramiche artistiche rinascimentali.
L’esposizione prosegue con gli oggetti legati al vivere quotidiano delle clarisse suddivisi per materiale. I reperti vitrei si collocano tra la fine del XV e i primi decenni del XVI secolo e si differenziano per tipologia di decorazione pittorica: a smalto e oro, con sola duratura e privi di decorazione.
I reperti metallici sono rappresentati da materiali in ferro, quali lame di cesoie, coltelli e cucchiai da mensa, chiavi, anello con ardiglione, accendiesca (da segnalare per la sua rarità), ditale e frammenti di catenelle, e da materiali in bronzo, come cucchiai, chiavi, puntale di cintura, amo da pesca, ditale, spilli e una copiglia.
I reperti in osso rappresentano sia scarti d’uso (pettine a doppia dentatura e pendaglio traforato a forma di crocetta), sia scarti di lavorazione (un dado da gioco incompleto e diverse guance di immanicatura incompiute). Un altro gruppo di manufatti è costituito da una serie di frammenti di terrecotte figurate: bambole per le bambine avviate alla clausura, statuine da presepio e forme appartenenti a composizioni plastiche.
Anche l’insieme di oggetti d’uso ricavati dal legno è legato alle attività manuali, previste dalla regola francescana, svolte dalle monache e dalle figliole secolari in educazione, che trovavano ospitalità nel monastero per apprendere i tipici lavori femminili, quali il cucito, con particolare riguardo al ricamo, il fare i pizzi e la tessitura: coperchi di scatole rotonde, rocchetti, vari fusi e una spatola.
In chiusura, una preziosa serie di ceramiche graffite decorate con ornati ottenuti mediante incisione, le quali veicolavano le immagini pregne di simbolismi.
La curata riproduzione di una stanza di lavoro del monastero allestita con arredi e complementi d’epoca assieme alla suggestione musicale di canti gregoriani della Parva Schola Gregoriana di Treviso contribuisce a far immergere il visitatore nell’atmosfera del monastero e ad avvolgerlo di sacralità e rigorosità.
L’ingresso della mostra è gratuito.
Sarà consegnata a ciascun visitatore una brochure illustrativa della mostra e, per chi visita la mostra, è previsto il rilascio di un biglietto scontato se intende vedere anche il museo.
Per informazioni: Le memorie ritrovate - dal 23 marzo al 23 giugno 2013 - Museo Nazionale Atestino – Via Guido Negri 9/c – Este PD  - Tel. 0429 2085
Da lunedi a sabato: 9-19, Domenica e festivi: 10.30-12.30, 15.00-19.00

Evento trovato presso il sito della AICC

- Lucca: Mostra "La forza della modernità - Arti in Italia 1920-50" Lucca dal 20 aprile al 6 ottobre 2013

La forza della modernità
La forza della modernità Arti in Italia 1920-50. Dal 20 aprile al 6 ottobre 2013 presso la Fondazione Ragghianti

La mostra che si apre a Lucca nel Complesso di San Micheletto, punta i riflettori, con tagli interpretativi originali, sulle connessioni, i confronti, le analogie tematiche, espressive, stilistiche, tra le arti decorative italiane prodotte tra il 1920 e il 1950 ed esempi emblematici di contemporanee espressioni dell'arte figurativa, con l'obiettivo di evidenziarne l'elevatissima qualità inventiva e formale e, allo stesso tempo, la sostanziale identità di gusto che delinea, in un comune sentire con le arti figurative, la specificità del gusto italiano di quei decenni riconosciuto a livello internazionale, e che ha rappresentato il terreno di coltura per la nascita dell'Italian Design.

Il tema è appunto la forza della modernità, intesa come spinta inarrestabile di ricerca e di innovazione, talvolta infarcita di nostalgie e ripensamenti del patrimonio classico, ma in un'ottica di trasformazione moderna dell'arte italiana, talaltra pronta ad abbracciare scelte più radicali, dalle ironiche e potenti sperimentazioni futuriste, alle scelte geometrico/monumentali di matrice novecentista fino all'esaltazione della materia e di una sorta di proto informale.

La mostra intende offrire al pubblico le diversità di approccio alla questione delle arti decorative, ossia intende evidenziare le diverse opzioni stilistiche che convivono in quegli anni rispetto al problema dell'oggetto, al suo valore formale e al suo valore d'uso. In altre parole, si vuole rendere comprensibile non solo la varietà di opzioni presenti sul campo operativo (dal déco al secondo futurismo, dall'astrazione al gusto piccolo borghese), ma anche i legami con la tradizione del tardo Modernismo italiano e, soprattutto, le congruenti connessioni con gli sviluppi dell'arte figurativa contemporanea, scegliendo in modo mirato esempi di arte figurativa, pittura e scultura, che permettano interessanti confronti tematici, stilistici e compositivi con le arti decorative. L'obiettivo è, da un lato, far comprendere quanto le arti decorative siano testimoni fedeli del variare del gusto e della trasforma
zione dei linguaggi artistici, vere e proprie "cartine di tornasole" delle diverse opzioni dell'invenzione artistica negli anni Venti e Trenta, dall'altro rendere visibili in modo accattivante, e promuovere, le straordinarie collezioni dei musei di Faenza e di Doccia, ma anche della Galleria d'Arte Moderna di Genova come della Wolfsoniana, sempre nel capoluogo ligure, abbinate a pezzi di grande qualità appartenenti a collezioni private.

Sezioni della mostra:
La struttura portante è costituita da 3 grandi sezioni: gli anni Venti, gli anni Trenta, gli anni Quaranta, con un piccola apertura ai primissimi anni Cinquanta all'interno delle quali sono inserite delle specifiche enclave a tema.
La mostra espone oltre 300 pezzi (tra oggetti, dipinti e sculture) disposti secondo un'articolazione tematica che suggerisce letture incrociate e sinergie tra le opere esposte. Il filo rosso, che si dipana in 13 sezioni, è costituito dal rapporto con la storia, ma anche dal suo rifiuto (come nel caso degli aeropittori e dei secondi futuristi): dall'archeologia e l'arte antica dallo stile rococò al rinascimento e al manierismo.

Elenco artisti: Andloviz, Andreotti, Balsamo Stella, Bellotto, Benedetta, Biagini, Biancini, Bonazza, Buzzi, Cagli, Campi, Campigli, Casorati, Depero, De Pisis, De Poli, Djulgherof, Donghi, Fillia, Finzi, Fontana, Gariboldi, Gatti, Genazzi, Grande, Leoncillo, Maine, Marini, Martini, Martinuzzi, Melandri, Melotti, Messina, Morandi, Nonni, Rizzarda, Ponti, Ravasco, Saponaro, Scarpa, Selva, Severini, Sironi, Sturani, Tofanari, Tosalli, Tullio d'Albissola, Ulrich, Vedova, Viani, Wildt, Zecchin.

Informazioni:
Da aprile a giugno e da settembre a ottobre: Dal martedì alla domenica: 10.00/13.00 - 16.00/19.00. Lunedì chiuso
Luglio/agosto: Dal martedì alla domenica: 16.00/20.00. Lunedì chiuso
Biglietti: intero 5 €, ridotto 3 €
Visite guidate: a pagamento e su prenotazione
Contatti
Fondazione Centro studi sull'Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti Complesso monumentale di San Micheletto
Via San Micheletto, 3 Lucca - tel. 0583/467205 - fax 0583/490325 www.fondazioneragghianti.it  - info@fondazioneragghianti.it

Evento trovato presso il sito della AICC

- Ugo La Pietra DISEGNI DALL’ARCHIVIO - Brescia dal 9 maggio al 29 giugno 2013

Inaugurazione giovedì 9 maggio ore 19 in compagnia dell’artista
Fino al 29 giugno 2013. Presso GALLERIA RUA CONFETTORA 17 - Brescia, rua Confettora, 17 - 25122 Brescia - www.ruaconfettora.com

La mostra si compone di una trentina di disegni al tratto (china, matita, penna) e all’ acquerello, realizzati da La Pietra tra il 1989 e il 2001, molti dei quali preparatori per una produzione artigianale della ceramica, a cui La Pietra ha dedicato un’intensa attività a partire dagli anni Ottanta. A questi se ne aggiungono altri, che La Pietra definisce “ esplosioni” e che narrano il suo sconfinato immaginario.
Si affiancano ai disegni alcune ceramiche fatte ad arte, frutto della collaboraizone tra artista e artigiano, provenienti da alcuni dei maggiori centri di tradizione ceramica italiana (Faenza, Gubbio, Vietri, Imola, Sesto Fiorentino).
Guardando l’enorme quantità di disegni prodotti in più di cinquanta anni di attività, si capisce bene che La Pietra “non crede tanto alle cose ma alla ricerca delle cose”.
La sua attitudine alla ricerca e al travaso di esperienze tra le diverse discipline artistiche in cui ha operato, l’hanno portato a risultati tali da arricchire tutto il percorso di contaminazione tra arte e arte applicata degli ultimi decenni. Il suo è stato soprattutto un percorso fatto di stimoli (metaprogetti, progetti, disegni, …) nei confronti degli artigiani, presenze ancora molto diffuse nei nostri territori, a cui è mancata per troppi anni la frequentazione della cultura del progetto. Così scrive Vittorio Fagone in uno dei suoi tanti saggi su La Pietra: “… dalle più sofisticate ricerche artistiche Ugo La Pietra ha saputo elaborare una veloce dinamica dei linguaggi di rappresentazione di cui le mutazioni di scala, le ironiche o ingannevoli presentazioni di funzioni sono espressione costante, dentro un gusto della variazione che rivela gioco creativo e ancora utile processo di identificazione.”
Il disegno, punto di partenza di ogni progetto, rifermento di ogni successiva concreta materializzazione, è l’elemento che sempre accompagna questa ricerca. I “percorsi in punta di penna” di La Pietra sono essi stessi opere d’arte, sia che inseguano il rapido fluire del suo immaginario, sia che traccino la prima bozza di un progetto, sia che, affiancati alla ceramica, carichino l’oggetto di un maggior significato, dando vita a un’unità progettuale. La Pietra legge il mondo per immagini e risponde al mondo con le immagini. I suoi taccuini non son fatti di parole ma di inconfondibili disegni.

APERTURA MOSTRA: Inaugurazione giovedì 9 maggio ore 19.00 in compagnia di Ugo La Pietra Fino al 29 giugno 2013
DOVE: Galleria Rua Confettora 17, rua Confettora, 17 - 25122 Brescia
ORARI GALLERIA: dal martedì al venerdì dalle ore 13.00 alle ore 19.00 sabato dalle ore 10.30 alle 19.30 o su appuntamento (tel. 030.5231421)
CONTATTI PER LA STAMPA Archivio Ugo La Pietra - info@ruaconfettora.com

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Ugo La Pietra

- Firenze: Mostra "Lusso ed eleganza - Firenze 19 marzo - 23 giugno 2013

Lusso ed eleganza.
La porcellana francese a Palazzo Pitti e la manifattura Ginori (1800-1830)

Museo degli Argenti - Piazza dei Pitti, 1, Firenze
19 marzo - 23 giugno 2013

In occasione dei quarant'anni dalla apertura del Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e l'Associazione Amici di Doccia hanno voluto ricordare questo felice anniversario con una mostra che metta in evidenza al contempo l'importante collezione museale di Palazzo Pitti e la produzione della manifattura di Doccia del periodo fra la dominazione napoleonica e la Restaurazione lorenese (1800-1830).
Il cambiamento che l'avvento dell'impero napoleonico portò nel governo della Toscana ebbe i suoi riflessi nelle discipline artistiche fin dal regno di Etruria (1801-1807) con Luisa di Borbone Parma, ma soprattutto negli anni della presenza di Elisa Baciocchi.
La sorella di Napoleone, dapprima principessa di Lucca e Piombino (1805-1809) e poi granduchessa di Toscana (1809-1814), promosse un rinnovato interesse per le arti di cui da tempo si sentiva la mancanza. Il suo mecenatismo non soltanto richiamò a Firenze scultori, pittori e musicisti, ma sostenne anche le industrie artigiane toscane, incentivando la lavorazione della seta, della mobilia e della porcellana.

In questo nuovo fervore artistico, la manifattura di Doccia ebbe un posto di rilievo, accogliendo importanti influssi francesi sia nella ricerca delle forme che nei moduli decorativi.
In particolare, la manifattura, sotto l'illuminata direzione di Carlo Leopoldo Ginori Lisci (1792-1838) fu partecipe di importanti innovazioni tecniche e stilistiche provenienti dalla Francia, creando una tipologia decorativa che rimase in voga fino a tutto il terzo decennio del XIX secolo.
L'influenza dello stile impero francese continuò infatti con il ritorno a Firenze di Ferdinando III di Asburgo Lorena che, rientrato dal suo esilio a Würzburg, ebbe modo di integrare le raccolte granducali con le porcellane di Sèvres donategli da Napoleone Bonaparte.
L'arrivo di questi importanti donativi di porcellana ebbe un forte impatto sullo sviluppo artistico della manifattura Ginori, che negli anni della prima Restaurazione lorenese non solo copiò alcuni di questi modelli, ma perfezionò la sua produzione grazie all'intenso scambio con le manifatture francesi, in particolare con Sèvres di cui era direttore Alexandre Brongniart. L'apporto di artisti stranieri, fra cui Jean David, Joseph de Germain e Abraham Constantin, abilissimi nella riproduzione su porcellana delle opere delle antiche Gallerie Fiorentine e chiamati a formare giovani pittori della manifattura come Giuseppe Baldassini e Giovanni Fanciullacci, portò ad un ulteriore innalzamento della qualità della manifattura. Attraverso lo spoglio di documenti provenienti dagli archivi della Corte Lorenese, dal Museo di Doccia e dall'archivio Ginori Lisci, verrà esaminato quanto eseguito e venduto dalla manifattura Ginori nel primo trentennio dell'Ottocento, gettando così nuova luce sia sui committenti che sui diversi artisti attivi nella manifattura.

In particolare, in collaborazione con il Museo di Sèvres, verrà indagata l'opera del pittore ginevrino Abraham Constantin, attivo a Sèvres e inviato a Firenze per copiare su porcellana i più noti quadri delle Gallerie Fiorentine; un nucleo importante di opere di Abraham Constantin fu acquistato da Carlo Alberto di Savoia Carignano ed è oggi alla Galleria Sabauda di Torino. La mostra sarà composta da circa centoventi opere per la maggior parte provenienti dalle raccolte di Palazzo Pitti e dal Museo Richard-Ginori della manifattura di Doccia, dai principali musei italiani e francesi che raccolgono questo genere di manufatti e da collezioni private.


Per informazioni: Museo degli Argenti Piazza dei Pitti, 1, Firenze - tel. 055 238 8709
Biglietto Intero € 10,00 - Ridotto € 5,00 - Orario marzo: 8.15 – 17.30 (18.30 nei giorni seguenti al cambio da ora solare a ora legale) aprile e maggio: 8,15 – 18,30 giugno: 8.15 – 18.50

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- "Claudi Casanovas. Terra molecolare - sculture" - Milano dal 1 marzo al 18 aprile 2013

CLAUDI CASANOVAS
Terra molecolare - sculture
1 Marzo - 28 Aprile 2013
Officine Saffi, Ceramic Arts Gallery,
Via A. Saffi 7, Milano
Officine Saffi Ceramic Arts Gallery inaugura il nuovo ciclo espositivo con la prima personale italiana del grande artista catalano Claudi Casanovas.

Genio della terra, Casanovas dialoga con la materia mirando a trasfigurarne i caratteri più epidermici, fino a restituirla mediante la durezza della roccia, quasi fosse la sostanza primaria della realtà.
Si tratta di un procedimento lirico che muove da un approccio scientifico e che si potrebbe definire “molecolare” grazie all’uso di metodi sperimentali sofisticati, come il congelamento in grandi celle frigorifere di veri e propri blocchi di argilla.

L’esposizione ripercorre l’intero excursus artistico di Casanovas: dai piccoli pezzi – “crateri”, ciotole e urne – in cui è ancora leggibile la memoria della terra, quando nelle cave viene lavorata attraverso l’uso di eliche, sino ad arrivare ai monumentali Blocs, tonnellate di terra congelata, lasciata cadere al suolo e poi fissata nella cottura al forno per rendere la forma definitiva.
Ne risultano delle ipnotiche concrezioni terrose che simulano (in)volontariamente delle formazioni geologiche naturali.
Un processo accurato che parte dall’interno della materia per compiersi all’esterno, una ricerca sui generis in cui secondo lo stesso artista “l’interno è uguale all’esterno”, in cui “dentro non c’è niente e fuori non c’è niente, dentro c’è tutto e fuori c’è tutto”.

Note biografiche: Claudi Casanovas è nato a Barcellona nel 1956. Dopo un’iniziale formazione teatrale, influenzato dal nonno paterno, scultore, e da quello materno, laccatore, si avvicina al mondo della ceramica frequentando lo studio del maestro Marià Oliveras e la scuola municipale di Belle Arti di Olot dove si trasferisce con la famiglia 1959. Continua poi la sua formazione nello studio dell’artista Joan Carrillo e successivamente in quello di Jaume Told e Kim Montsalvatge. Nel 1976 partecipa alla fondazione della Cooperative Coure, gruppo che organizza, tra le altre attività, “Estate Giappone 86” uno scambio di residenza con alcuni ceramisti giapponesi. In tale occasione conosce Rioji Koie con il quale mantiene nel corso della sua carriera una stretta relazione professionale. Nel 1992 ottiene il primo premio al concorso internazionale di Mino, in Giappone, e nel 2004 realizza su incarico del comune di Olot il monumento “Ai caduti” in memoria delle vittime del franchismo. Ha esposto in numerosi musei del mondo, tra cui il Museo Romano di Nyon in Svizzera e il Museo d’Arte Contemporanea di Oostende in Belgio, e dal 1988 le sue opere vengono presentate regolarmente alla Galleria Besson di Londra.

Per informazioni:
CLAUDI CASANOVAS - Terra molecolare, sculture 
ingresso su invito
Sede: Officine Saffi, Ceramic Arts Gallery,
Via A. Saffi 7, Milano.
Tel:+39 02 36 68 5696
Mail: info@officinesaffi.com  
Orari di apertura: dal Lunedì al Venerdì 10.00 – 19.00, Sabato 11.00 – 18.00


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- Carla Rossi “Sul filo del discorso” maggio 2013

Carla Rossi L’Associazione Culturale Angelo Ruga con sede nei Comuni di Clavesana e Albissola Marina, continua la propria attività di programmazione di eventi culturali, con la prima mostra espositiva dell’anno 2013, che si inaugurerà Sabato 4 maggio p.v. alle ore 16.30, nei locali societari di Piazza Vittorio Emanuele II in Clavesana.

Per l’occasione, verrà presentata una personale dell’artista savonese Carla Rossi figura prestigiosa nel campo dell’arte ceramica. Il titolo della mostra, sarà: “Sul filo del discorso”.

Contatti: mbaracco@gmail.com

curriculum

- Maschile-Femminile" Dal 2 al 12 di agosto - Lettonia

Simposio Letonia Dal 2 al 12 di agosto si svolgerà, presso il centro d'arte "Zvartava manor", in Lettonia, un simposio centrato sul tema "ceramica mascjile e femminile", nel quale parteciperanno Ilona Romule e Peteris Martinsons.

Questo simposio avrà una durata di 10 giorni, durante i quali si faranno visite culturali, si organizzeranno incontri, conferenze e presentazioni, sempre sul tema della mutua relazione tra l'uomo e la donna e l'energia che sorge da questa dicotomia di genere.

Questo simposio darà la possibilità di lavorare liberamente nei vari laboratori insieme ad altri artisti o singolarmente; questo lavoro si considera come una forma di intercambio di idee tra ceramisti di differenti parti del mondo, principalmente d'Europa.

Più informazioni información, tariffe e dati pratici: www.symposiums.lv